Recensioni

“Sul cavalletto da tempo malinconica guardi, invocando colorate carezze. Io compagno di solitudini, ti farò bella come regina per la stanza più cara (...)”, anche poeta, Sergio Grilli dedica all'arte la sua passione più profonda, con uno sguardo incantato e intimo, alla continua ricerca dell'essenza del colore, del segno, della forma. Nella composizione sempre scrupolosa del soggetto, natura morta, figura, paesaggio, Grilli ritrova l'armonico equilibrio degli antichi, con un mestiere raffinato e dal sapore metafisico e silente. L' opera scelta non è soltanto un ritratto, ma concettuale visione del mondo, in cui la metafora della vita viene con classicità e rigore, affidandosi al linguaggio universale della natura.

Guido Folco  -  Critico D'arte Museo MIlt Torino

 

 

Sergio Grilli crea opere che riflettono una compostezza classica e rinascimentale, con un linguaggio di maniera, composto e studiato. Una narrazione, la sua, di grande e toccante effetto che osserviamo con piacere. Ciò che colpisce è il disegno esatto, di un figurativo caldo, che ricorda quello dei grandi maestri del passato e offre chiari e romantici esempi di sublimazione del reale. Lo studio della figura appare attento ma mai fotografico, le pennellate sono delicate e supportate da un buon contesto rappresentativo. Qualcosa di esplicitamente seicentesco possiedono poi le nature morte, immagini di un realismo crudo e poetico che non lasciano dubbi circa la grandezza di questo artista.

Josè Van Roy Dalì

 

 

Sergio Grilli presenta eleganti nature morte, dove gli elementi vengono posti seguendo canoni simmetrici, in un'architettura compositiva sorretta da grande equilibrio e coinvolgente liricità.

Grilli lavora con precisione cura del dettaglio, mostrando una solida abilità tecnica espressa nella capacità di riprodurre gli elementi con un realismo corposo e tattile.

Sono frutti che appaiono pronti per essere carezzati nella concretezza della loro sostanza, su cui un ruolo importante è giocato dalla luce, che illumina la composizione in un alternarsi di situazioni chiaroscurali, creando una palpabile definizione dei volumi.

Queste opere attraggono l'osservatore in un'atmosfera sospesa e silenziosa, dove la meticolosa cura del dettaglio determina una piacevole e coinvolgente fruizione dell'ordito pittorico; ma soprattutto evocano la quieta intimità di un vissuto rasserenante e privo di lacerazioni.

 Paolo Levi

 

 

Una figurazione che seduce quella di Sergio Grilli. Una figurazione che non ha nulla da invidiare a quella dei grandi Maestri dell’800. La sua ricerca spazia tra una memoria che chiede di essere riportata alla luce e il non detto che trova nella dimenticanza la sua migliore rappresentazione. La tela da perfetta tabula rasa si trasforma in un nuovo mondo.

Un mondo fatto di sensazioni tacite e sussurri dell'anima. I suoi soggetti raccontano una storia. Non sono figure statiche, ma hanno nella "dinamicità cosmica" la loro componente di base. Una dinamicità che viene resa dalle linee morbide e da una cromia estremamente ricercata. Sergio Grilli è senza ombra di dubbio colui che grazie alla sua armonia segnica e sinfonia cromatica riesce più di ogni altro a comunicare sensazioni ed emozioni vere. L'astante che osserva le sue opere ne rimane profondamente affascinato.

Salvatore Russo

 

 

I VINARELLI

Sergio Grilli è un artista completo, riesce a passare con disinvoltura dall'olio all'acquarello e da circa un anno ha voluto sperimentare la tecnica del vinarello.

Questa è' una particolare tecnica che, come suggerisce il nome, utilizza il vino al posto dell'acqua. Ma l'artista Sergio Grilli riesce a creare opere talmente suggestive e di grande interesse tanto che, chi le osserva, non crede che possano essere realizzate esclusivamente con il vino. Vengono usati vini ambrati, rosati e rossi; fra i suoi preferiti c'è il vinsanto, il sagrantino, il sangiovese, il merlot e altri vini che possano dare particolare tonalità. I suoi più grandi ammiratori sono gli stranieri, soprattutto gli americani che, grandi amanti del nostro vino, forse lo preferirebbero nel bicchiere anziché nel quadro.

Claudio Lucheroni

 

 

LE SUGGESTIVE INTENSITA' DI SERGIO GRILLI

La temperata morbidezza dei tratti e del panneggio, la suggestione del colore calda ed intensa, che dosa una luce da atmosfera fiamminga e/o caravaggesca, stimola alla riflessione più intimista.

Nature morte dove il tempo si é fermato, ma con l'intensità dei palpiti emotivi, ci danno la connotazione di Sergio Grilli: un Artista a pieno titolo, con dentro di sé una sete di luce, anelante alla ricerca del SUBLIME.

In questo Artista non vi sono antinomie armoniche: tutto si interpreta in una intensa suggestione di pennellate tattili e flessibili, che fanno le figure di donne messaggere di continue armonie.

Una pittura lirica, con intensa musicalità di oggetti e oggetti, sequenze di scansioni armoniche, come in un pentagramma, dove la sinfonia si apre e si chiude con lo stesso "refrain": un fico, turgido e fragrante, posizionato di fronte e di profilo, dentro una stessa natura morta. Una candela, una caraffa, un cedro e frutta di varie stagioni, come quelle della vita. Che nasce e si spegne. Il volo terminato e spento di un fagiano che si pone adagiato sul tavolo verde, reliquia del volo, intrapreso da Icaro e mai tramontato, attraverso i millenni dell'uomoArtista, alla continua ricerca di un raggio di sole che trafigga, prima della nostra sera.

Sandra Lucarelli (Centro Arte Moderna Pisa)

 

 

Sensibile ed attento alla composizione formale della pittura classica, ci conduce  verso ambientazioni naturalistiche che rivelano un temperamento romantico. Con una ricca ricerca espressiva ed una colorata tavolozza egli rivendica la migliore tradizione figurativa ai risvolti emotivi dell’arte moderna. Un’arte gaia e rasserenante, costantemente intima, mai presuntuosa, sempre ritmica ed inventiva Sergio Grilli è sempre se stesso, senza compromessi, né banalità figurative.

William Raimondi

 

 

E' un dipingere sincero e speculare al vero, dotato di simmetrie cromatiche simbolo dell'inquietudine di un animo sensibile, tendenzialmente riflessivo e introspettivo. Infatti l'artista Sergio Grilli é percorso da un vibratile sentimento d'amore per il reale e non si fa remore a dichiaralo nelle sue squisite composizioni formali. Questo amore pulsa di romantiche illusioni e di liricità che sfociano assieme in un mare rilucente di emotività interiore svelata dalle cromie. L'artista é consapevole del coinvolgimento emotivo che gli offre il reale e non trova difficoltà ad esprimerlo sulla tela con compostezza formale corredata da eleganza compositiva segno di un talento innato.

Emozione condivisa con il fruitore che riesce ad apprezzare così ogni particolare, anche il più piccolo, che costituisce l'oggettività: frutti e oggetti nella loro intrinseca importanza compaiono come per magia sul supporto così fedelmente riprodotti da provocare anche sensazioni olfattive e tattili.

La relazione che esiste tra il Nostro e il mondo dell'oggettività è fondata su solide basi create in anni di lunga ricerca espressiva e tonale. Una tavolozza variegata e dalle sfumature ricche e vibranti accompagna ogni pennellata. E lo stesso pennello diviene una fiaccola che riesce a far luce nell’animo del Nostro svelando a noi tutti i suoi più intimi travagli con mirabile efficacia.

Dino Marasà

 

 

«Nei ritratti, nei paesaggi, nei tramonti e nelle nature morte di Sergio Grilli c'è tutto: la freschezza, l'intensità, la fantasia, la luminosità, la forza e la vivacità che sono privilegio solo dei grandi artisti».

Don Bruno Frescucci

 

 

«I suoi ritratti sono dei veri e propri racconti di umanità e di poesia pur se limitati talora al breve tratto di un profilo. Attraverso gli scorci paesaggistici, di sicuro valore costruttivo, la composizione delle luci denota una direttiva che scaturisce dal suo intimo e trasmette un senso di distensione. Vi si coglie conciliata la sintonia tra realtà e sentimento, tra la coerente osservazione del reale e la tensione lirica. E questo accade osservando il tramonto sul lago o le suggestive angolazioni del paesaggio cortonese. Talora questi paesaggi soffusi di silenzio e di mistero superano il fatto veristico e consentono la percezione piacevole di uno stupore dalle dimensioni surreali».

Nicola Caldarone

 

 

«In tutta l'opera del Grilli insomma balza evidente, al di sopra di una geniale capacità, il gusto dimenticato della perfezione, una vigorosa volontà estetica di fissare l'immagine, un'umile fiammata di amore verso l'identità del Creato con un inconscio timor di corromperla». 

Leone Pipparelli

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